Una Piccola Famiglia

Una Piccola Famiglia

Le origini

Arrivai a considerare la vendita di creme lenitive quando conobbi una receptionist dell’hotel dove alloggiavo. Aveva dermatite, disse, e i polpacci doloranti – molto, nonostante il nasconderlo dietro sorrisi corti che cercavano di mascherare il fastidio. Volevo quindi dare una mano sincera in casi del genere, credendolo necessario, e sentivo che il mio fare precedente (tisane, prodotti erboristici, etc) era d’aiuto.

Il giorno quando fece segno verso un bruciore lancinante, era in pausa pranzo, appoggiò le gambe al muro per ritrovare un po’ di sollievo e vidi anche le vene, capii tra me e me che la pelle non era l’unico strato da curare. Pertanto, le creme lenitive lasciarono subito il posto a premure che dovevano essere più profonde se volevo fornire un contributo in questa materia.

Cominciai per un tempo a studiare materiali a me sconosciuti, prima esperienza in tal senso, compressioni, tutto nuovo e complicato. Arrendersi non è concesso, si sa, perciò ripresi un po’ dopo da dove avevo lasciato col ricercare qualcosa che fosse in grado di sostenere la circolazione e lasciare respirare la pelle, senza dover essere un indumento medico ma un sollievo anche a livello estetico; no categorico quindi a tessuti visibilmente grossolani o etichette che denunciassero l’uso terapeutico in bella vista.

Ancora una volta ritenni la cosa poco attuabile, e dunque passai ad altro.

Ma le strade di un’impresa, a volte, non sono lineari. Curve, deviazioni, incontri per l’appunto, in cui si è costretti a rimettere tutto in discussione.

L’importante, comunque, è riavvolgerlo il nastro, e per me lo è facendo del bisogno un conforto. Possono essere fasciature, calze o altri rimedi simili, importante è assolvere al compito e che siano rinvigorenti per la bellezza esteriore e per l’anima.

Ritornare con la mente al mio restare a guardarla, non sapendo al tempo come venirle in soccorso, l’essere colpito dal contrasto tra la sua compostezza e il dolore che era riuscita a mascherare per più giorni. Il riaccendersi di una nuova speranza. Inteso come prodotto. Ha operato da incitamento.

Oggi, il modello che suggerisco, a seconda delle caratteristiche ricercate, riparte proprio da quel corridoio illuminato male di quel hotel.

Scrivermi che si riesce ad arrivare a sera senza fastidi non mi riconduce al prodotto in sé ma semplicemente a quella donna, ovunque sia, e a qualsiasi donna che sia riuscita a trovare un po’ di sollievo che allora io non potei offrire.

Programmi

Entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello degli ordini, l’azienda che commercializza le calze elasticizzate buvien destina una percentuale non superiore all’1% dei propri profitti a un’organizzazione italiana impegnata nella lotta contro il digital divide, o ad altra organizzazione non-profit se questa non più attiva o idonea. L’ente individuato realizza progetti di alfabetizzazione digitale, rigenerazione e distribuzione di computer, e offre formazione nelle comunità vulnerabili e nei paesi in via di sviluppo. L’importo esatto della donazione sarà indicato nella nota integrativa del bilancio annuale.

Il mondo Dimame

Creiamo e miglioriamo prodotti per sport e tempo libero in base a come li useremmo davvero noi, stagione dopo stagione.